di Bonnie McCurry
Editore: Mondadori Electa
Collana: Fotografia d’autore
Anno edizione: 2018
Pagine: 392 p., ill. , Rilegato
EAN: 9788891811462

Descrizione

“La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra e si rigira nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in loro stessi la loro legge ed il loro cammino”, scrive Herman Hesse in Siddartha.

E’ difficile trovare una chiave di lettura più consona per l’imprescindibile biografia visiva di Steve Mc Curry, “Una vita per immagini”, capolavoro rilegato di quasi 400 pagine, redatto amorevolmente dalla sorella Bonnie, quindi tradotto e pubblicato in Italia da Electa per Mondadori. “Una vita per immagini” fa ciò che una biografia, o meglio un “libro definitivo”, deve fare: ripercorre selettivamente le grandi avventure di Mc Curry, dal rocambolesco viaggio in Afghanistan nascosto fra i Mujahiddin alla Guerra del Golfo, dalla Cambogia al Medio Oriente, dall’India sconvolta dai Monsoni alle vette himalayane.

Il volume raccoglie qualcosa come 600 scatti fra cui 200 inediti, oltre a una serie di documenti e memorabilia dei viaggi. Il cammino di Steve McCurry, classe 1950, inizia a chiarirsi con la decisione di partire per l’India come fotografo Free Lance a cavallo degli anni ’70: non a caso è qui che McCurry, venuto a contatto con la spiritualità indiana, apprende l’arte della lentezza e della pazienza applicati alla fotografia: “Se sai aspettare”, spiega, “le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto”. E’ una folgorazione. Da allora in poi il talento e il genio di McCurry plasmano l’immaginario e l’iconografia occidentale.

Ciò che fa dei suo scatti delle vere e proprie opere d’arte sono i volti umani, a partire dalla ragazza afghana, la sua fotografia più famosa. Esperienze, vissuti, ricalcati nelle espressioni e nelle mimiche facciali, vere e proprie mappe degli eventi circostanti diventano il terreno prediletto su cui McCurry si confronta quotidianamente, catturando e regalando non solo emozioni ma, prima di tutto, spaccati della condizione umana.