a cura di Jeffrey T. Schnapp
Editore: Skira
Collana: Arte moderna. Cataloghi
Pagine: 160 p., ill. , Rilegato
EAN: 9788876244322

Descrizione

“L’Arte del Manifesto Politico 1914-1989. Ondate Rivoluzionarie”, curato da Jeffrey T. Schnapp ed edito da Skyra nel 2005, è ancora un capolavoro insuperato. Si tratta del catalogo di una mostra che si è svolta a Stanford fra il 14 settembre e il 31 dicembre 2005 – e a Miami Beach dal 24 febbraio al 25 giugno 2006 – incentrata sulla collezione di 200 manifesti politici di proprietà della Stanford University, datati fra la prima guerra mondiale e la caduta del muro di Berlino.

Il taglio del volume ha il merito di richiamarci alla realtà: i manifesti che tappezzano le nostre città in questi giorni, come quelli di cui rappresentano gli epigoni post-moderni, non si rivolgono a noi. O meglio, non si rivolgono a quella parte di noi, autocosciente, in cui tendiamo normalmente a identificarci. Piuttosto, i manifesti politici si rivolgono a noi come uomini-massa, come atomi di un magma collettivo, di un “attore politico” che non risponde agli imperativi della ragione ma a un ordine di natura simbolica; un ordine che abita il nostro subconscio e che, pur al variare dei contesti storici, culturali e artistici, risponde agli stessi stimoli.

Tutto, in un manifesto ben ponderato, dai soggetti ai colori, è finalizzato a decifrare e ricalcare per via estetica quest’ordine archetipico, proprio anche delle fiabe, con un solo obiettivo: chiamare a raccolta le masse, mobilitarle e indirizzarle verso una “terra promessa”, di destra o di sinistra, riformista o rivoluzionaria, populista o moderata. Una terra dove “vissero tutti felici e contenti”. Ogni singola parola che appare in uno di questi manifesti deve essere sottratta al suo significato ordinario: se ha un senso, non è perché risponde a plastici e rassicuranti criteri logici e argomentativi, ma perché tocca corde più profonde, le corde dell’inconscio collettivo. Le corde che, vibrando, danno impulso alle onde della storia. In ciò, e non nel mero fatto espressivo, consiste l’arte del manifesto politico in quanto tale.

“Ondate Rivoluzionarie” mantiene una perenne attualità: evitando l’approccio tradizionale, che classifica i manifesti a seconda dell’artista, del periodo, dell’ideologia politica e della nazionalità, assolve a un compito ben più arduo: mappare in diverse sezioni tematiche (fra cui la marcia, le anatomie della moltitudine, i totem, la produzione e la riproduzione della massa, l’uomo nella folla) tutti i principali tentativi di decifrare e azionare il subconscio delle masse nel corso della storia contemporanea. Un rompicapo sempre cangiante e mutevole, sfuggente e infido, destinato a non trovare mai una soluzione definitiva.