di Dino Buzzati
Curatore: L. Viganò
Editore: Henry Beyle
Anno edizione: 2018
Pagine: 176 p.
EAN: 9788899234607

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Descrizione

Se l’ultima parola di un uomo può dirsi quella definitiva, che consente di scorrere a ritroso l’opera di uno scrittore come una retrospettiva, “Il Reggimento parte all’alba” può dirsi il libro più importante di Dino Buzzati.

Una prospettiva che rovescia la tendenza consolidata a relegare ai margini della produzione letteraria un’opera postuma, a maggior ragione perché questo manoscritto, contenuto in un’agenda nera targata Olivetti, ha visto vergata la sua ultima parola nel 1971, quando l’autore de Il Deserto dei Tartari era ricoverato in ospedale, consapevole che il tumore al pancreas da cui era affetto lo avrebbe condotto fra le braccia della Morte. Che è, non a caso, la presenza dominante di una Spoon River che la Henry Beyle ha ripubblicato in un’edizione realizzata dal riscontro con il manoscritto originale, con testi inediti e tredici immagini applicate a mano; una versione elegante e preziosa, in carta Tatami Ivory con sovracopertina di carta Shin-Danshi, forse la più vicina a quella che Buzzati stesso avrebbe voluto pubblicare.

A differenza di Edgar Lee Masters, Buzzati non si concentra sulla via o sulla morte di coloro che popolano la collina di Spoon River, ma fotografa il preciso momento in cui hanno appreso la loro condanna a morte, l’istante in cui hanno ricevuto la chiamata. Come la hanno avuta. E chi si è incaricato di comunicargliela.

“È poi chiaro come il sole che tutta questa faccenda del reggimento che parte è una buffonata letteraria e che partenza significa semplicemente la morte”, appunta in una pagina dell’agenda come se volesse svelare a se stesso un artificio letterario dietro cui si cela un confronto serrato con la Fine. Un confronto senza partita e senza appello che è, e non può essere, un’illuminante e drammatica meditazione sul senso di quel cammino chiamato Vita.