di Walt Whitman
Curatore: M. Corona
Editore: Mondadori
Collana: I Meridiani
Anno edizione: 2017
Pagine: CLXXXVI-1658 p., Rilegato

Descrizione

William Sloane Kennedy, uno dei suoi amici più cari, vaticinò che, “un giorno, le persone celebreranno la nascita di Walt Whitman così come oggi celebrano la nascita di Cristo“. Per capire quanto ci sia di vero in questa profezia basterà attendere solo due anni: nel 2019 ricorreranno infatti i 200 anni dalla nascita di colui che fu, probabilmente, il più grande poeta americano. Di certo il più audace, intellettualmente parlando. Un poeta capace di sconvolgere la metrica e la rima tradizionali e di inaugurare una nuova era letteraria nel mondo anglosassone, di cui fu il primo cantore moderno.

Io canto l’individuo, la singola persona, | al tempo stesso canto la Democrazia, la massa. || L’organismo, da capo a piedi, canto, | la semplice fisionomia, il cervello da soli non sono degni della Musa: la Forma integrale ne è ben più degna, | e la Femmina canto parimenti che il Maschio. | Canto la vita immensa in passione, pulsazioni e forza, | lieto, per le più libere azioni che sotto leggi divine si attuano, | canto l’Uomo Moderno.

Vi anticipiamo questo anniversario perché nel 2017, fedeli a una linea autarchica e auto-referenziale, o forse a un dialogo serratamente esoterico fra sé e il proprio pubblico, la Mondadori ha dato alle stampe, per i tipi de “I Meridiani”, Foglie d’Erba in edizione bilingue, tradotta e curata da Mario Corona.

L’edizione, ovviamente rilegata secondo il canone della collana, nave ammiraglia della Mondadori, riporta in auge tutta “la carica esplosiva, la sensualità, l’innovazione linguistica e la pluralità di registri dispiegati nella voce di un animo tormentato e sempre sfuggente”.

Un animo capace di giocare non solo con le parole, ma anche con gli indici, i colori, i caratteri, e di immaginare  un’opera organica, una nuova Bibbia americana, intimamente democratica e interamente pervasa di quello spirito che segnerà la storia a venire fino ai giorni nostri. Per ricordare loro la causa per la quale combattevano, per ricordare loro, come dirà poi Henry Miller, che  “Tutto quel che c’è di valido in America, l’ha espresso Whitman, e non c’è altro da dire”, il governo degli Stati Uniti distribuì ai propri soldati Foglie d’Erba, trasformando quest’opera in un vero e proprio manifesto del nostro tempo.

Imperturbabile, a mio agio con la natura, | signore o signora di tutto, sicuro nel mezzo delle cose irrazionali, | impregnato come esse, passivo, ricettivo, silente com’esse, | scopro che le mie preoccupazioni, povertà, fama, debolezze, delitti sono meno importanti di quanto pensavo, | verso il Golfo del Messico, o Mannahatta o il Tennessee, o l’estremo Nord o l’entroterra, | rivierasco, o boscaiolo, o agricoltore in ciascuno di questi stati, o in quelli della costa, o dei laghi o nel Canadà, | ovunque viva la mia vita, oh, essere equilibrato in ogni contingenza, | e confrontare la notte, le bufere, la fame, il ridicolo, gli accidenti, le sconfitte, come sanno le piante e gli animali.

Curiosità su Foglie d’Erba

Le edizioni aggiornate di Foglie d’Erba furono 6, uscite fra il 1855 e il 1882. Le prime due rilegate in verde, a significare il legame della parola di Whitman con la natura. La terza, stampata prima della guerra di secessione,  in rosso a rappresentare il sangue in procinto di essere versato. Nel giallo della sesta c’è chi vede il legame con l’autunno anagrafico in cui stava entrando il poeta.

– La prima edizione non menzionava il nome dell’autore limitandosi a presentare l’immagine di un uomo abbigliato con grande semplicità. Un “americano qualunque” che, nella terza edizione, lascerà il posto a un Whitman più elegante e distinto, in giacca e foulard.

– Il Printing and the mind of man, il celebre catalogo bibliografico che illustra l’impatto della stampa sull’evoluzione della cività occidentale, definisce “Foglie d’erba” la seconda dichiarazione d’indipendenza americana.