Esiste una tendenza generalizzata a considerare fiaba e favola dei sinonimi quando i generi sono ben distinti: la favola, innanzitutto, è un componimento breve, i cui protagonisti sono – in genere – animali antropomorfi o esseri inanimati; la trama è densa, gli avvenimenti semplici, lo scorrimento rapido. L’intento, quindi, è esplicitamente allegorico e morale, a volte indicato dall’autore del testo come postilla; nella favola, infine, sono assenti elementi fantastici e magici, caratteristiche peculiari della fiaba.

Questi tratti sono certamente debitori delle “favole” più celebri del mondo classico, quelle di Esopo, che a dispetto della loro fortuna moderna, legata ai racconti per bambini, erano nate con l’intento filosofico di evidenziare verità spesso crudeli, qualche volta divertenti; verità morali sulla natura umana, avida e falsa ma anche forte e perseverante.

Nell’antichità queste storie erano declamate per dirigere le coscienze: una prima raccolta fu realizzata nel IV Secolo a.C. da Demetrio di Falero per la pubblica lettura.

La prima raccolta dopo l’invenzione dei caratteri a stampa è del 1476, intitolata semplicemente Esopus. In 25 anni le edizioni furono oltre 150.

Il rapporto fra “Le favole di Esopo” e la letteratura per l’infanzia è legata a un’edizione risalente al 1765, firmata dal tipografo londine John Newbery, la cui aspirazione era servire i più giovani con una letteratura divertente e istruttiva, affinché “lezioni di prudenza e moralità potessero tornare utili in anni più maturi”.

Newbery selezionò le favole adatte a questo scopo, ossia trentotto, tutte illustrate con xilografie degli animali protagonisti delle allegorie, immaginiamo molto affascinanti all’occhio dei più piccoli.

Nel panorama editoriale italiano, una delle iniziative di ripubblicazione più interessanti è firmata da Armenio, editore siciliano. Un dettaglio, questo, affatto secondario, perché “Una favola di Esopo per ogni giorno dell’anno” curato da Santo Giardina è in duplice lingua: siciliano e italiano, il che rende questa operazione editoriale un unicum che sopravvive al tempo. Il volume, un rilegato di circa 800 pagine, è uscito infatti nel 2012.

Di White Star è invece un bel illustrato di Marisa Vestita, anch’esso rilegato, in cui le più belle favole di Esopo sono unite a quelle di Fedro e La Fontaine.

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